Da Aero Habitat: "Catullo Verona, non solo la VIA e VAS, anche i bilanci e tanto altro... Il rapporto tra l'infrastruttura e l'ambiente circostante deve ancora sottostare alla sostenibilità ambientale". Che vuol dire che... MANCA la V.I.A.

Nemmeno oggi ho tempo di scrivere su ViViCaselle, perchè devo occuparmi del GRUPPO SAVE che gestisce l'Aeroporto di Venezia e quello di Treviso, che come Verona sono mancanti del Decreto di Compatibilità Ambientale, quindi anche oggi lasciatemi fare un pò di copia-incolla a partire da questa news di Aero Habitat. 
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Il rapporto tra l'infrastruttura e l'ambiente circostante deve ancora sottostare alla sostenibilità ambientale.
C'era una volta in cui era solo Beniamino Sandrini, con il suo sito www.vivicaselle.eu , a dare conto delle criticità connesse allo scalo Catullo di Verona. Riguardavano le problematiche relative alla sostenibilità ambientale quanto le politiche di sviluppo e potenziamento dello scalo.
Trattavano anche sulle entrate aviation e non aviation. Sulla rilevanza delle politiche accessorie quali, ad esempio, l'estensione dei parcheggi di automobili dei passeggeri.
Nell'ultimo mese invece, in parallelo ai puntuali riscontri di notifica dello stesso Sandrini, sono i giornali locali e nazionali che, con un diluvio di articoli, danno conto delle numerose criticità dello scalo veronese.
Come mai si è arrivati a questa svolta? Adesso anche gli interlocutori classici, istituzionali e soci della società, perciò attori non marginali, sembrerebbero denunciare e formulare accuse e porre interrogativi che potrebbero essere scambiati per una sorta di accanimento concordato.
Adesso c'è un insolito interesse a verificare quanto è avvenuto in questi ultimi dieci anni.
Al Catullo ed anche al D'Annunzio di Montichiari.
Tutti vogliono vederci chiaro, rendere del tutto trasparente non solo le questiono amministrative e le scelte strategiche. Perciò i bilanci, il macroscopico rosso pluriennale, gli impegni con le banche, l'elenco delle numerose consulenze, il fallimento di Montichiari D'Annunzio.
Ma in primo piano ecco anche l'iniziativa del Comune di Sommacampagna, ancora su uno spunto del solito Sandrini. E' stato, infatti, attivato un procedimento per l'acquisizione delle opere aeroportuali, costruite senza il contesto della procedura di VIA.
Paolo Sartori funzionario del Comune di Sommacampagna ha notificato al Sandrini come sia:
"stato avviato un procedimento finalizzato a chiarire l'ammissibilità dell'acquisizione al patrimonio comunale delle opere, a suo dire realizzate".
I dati semestrali di bilancio sono pesantemente negativi. La preoccupazione è elevata e le urgenze di rientro portano a rappresentare politiche di rilancio e potenziamento dello scalo al fine di incrementare le entrate.
Ma altrettanto determinata è l'esigenza di verificare la compatibilità e sostenibilità ambientale.
Il contesto ambientale, per qualsiasi strategia di rilancio dello scalo, deve necessariamente verificare la compatibilità, speriamo rapidamente, dei seguenti ambiti:
- suolo e sottosuolo;
- ambiente idrico;
- ecosistemi;
- vegetazione flora e fauna;
- atmosfera;
- rumore e vibrazioni;
- paesaggio
- piano di rischio incidente aereo.

E la lettera citata nella news è del Comune di Sommacampagna es è la seguente (vedi sotto)
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Ma anche oggi sui giornali si scrive ancora su quanto sta accadendo alla Catullo SpA e prima di chiudere con un altro articolo dell'Arena, vorrei segnalarvi che in data 21 novembre 2011 avevo scritto questo: "
Oggi sarebbe la "Giornata nazionale dell'Albero" e allora vi parlo degli... "ULIVI" del Catullo e già che ci sono anche di questo: "AEROPORTO. Bufera sulle consulenze d´oro. Interviene D´Arienzo (Pd) - «Un tavolo istituzionale per risanare il Catullo»."
Un mio intervento dove avevo sollevato dei dubbi sugli ULIVI sotto le pensiline del Catullo e sul fatto che mi risultava chiuso il Terminal T2, quello che è appena stato costruito e inaugurato pochi mesi fa che sarebbe stato il Terminal per i voli low cost e in merito a questa chiusura mi ero chiesto il perchè.
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Ad alcuni dei miei dubbi oggi ho ricevuto risposta leggendo questo articolo dell'Arena: "Il Pd attacca su Avio Handling: «Gli errori di gestione li pagano solo i dipendenti?»" dove si legge questo:
Verona. «Dopo Cargo Center, anche Avio Handling, altra società partecipata al 100% dal Catullo creata appena due anni e mezzo fa, si appresta a venire messa in liquidazione», dicono Diego Zardini, capogruppo Pd in Provincia di Verona e Lorenzo Dalai, consigliere provinciale Pd. «Per quest'ultima l'Aeroporto ha pronti trasferimenti, cassa integrazione straordinaria e mobilità per più di 50 lavoratori, mentre quelli della Cargo sono in Cig a rotazione già dal maggio scorso».
«Il tutto accade senza che venga avanzato nessun piano di rilancio, senza offrire garanzie ai lavoratori trasferiti o in cassa integrazione, e senza concordare criteri certi ed equi con cui gestire tutti questi passaggi. Ma degli errori di gestione devono fare le spese soltanto i lavoratori, che vedono a rischio il loro posto, e i contribuenti che continuano a pagare di tasca propria? In questa storia sono infatti a rischio, oltre i 5 milioni di capitale sociale della Avio, anche i 3 milioni circa di beni e mezzi in dotazione. Ed il conto non è finito: - La decisione di chiudere l'officina mezzi che occupava 1 impiegato e 2 operai per esternalizzare i lavori di manutenzione avrebbe creato una spesa di 350 mila euro all'anno senza che ne giovassero i risultato, se è vero che il 40% dei mezzi rimane inoperativo; - l'aver fatto entrare nello scalo un'altra società interamente privata, che opera con uomini e mezzi di Avio, arrivando a coprire il 40% delle compagnie aree in transito dal Catullo, appare una scelta irrazionale e poco comprensibile, tanto più che tra le due imprese dovrebbe instaurarsi un rapporto di sana concorrenza e non di collaborazione; - risultano spese altissime per l'affitto di locali, che arriverebbero a 800 mila euro l'anno; - le 10 cause legali per licenziamenti senza giusta causa danno l'idea di quanto siano tesi e difficili i rapporti lavoratori/direzione. Tanto più che né i lavoratori Avio, né quelli della Catullo Spa o della Catullo Park (circa 350 in tutto) hanno ricevuto il premio di risultato per tre anni di seguito, consentendo così un risparmio di 1,6 milioni finiti chissà dove; - non da ultimo, i costi dei consulenti, ben 56, e la lievitazione dei costi dell'ufficio legale: un nuovo terminal costato 1 milione di euro e ora da demolire perché non a norma e la faccenda tutta da chiarire, dei 67 mila euro all'anno che si sarebbero spesi per l'affitto di 18 ulivi messi in mostra sui marciapiedi del piazzale esterno. Su tutto questo il Partito democratico in Provincia di Verona ha presentato oggi un'interrogazione urgente e pretenderà risposte chiare e tempestive».
A parte gli ULIVI Catulliani, che io credevo fossero 11 e non 18, che comunque dimostra che è veramente una caxxata sputtanare tutti quei soldi, quello che fa ridere è quanto sta accadendo sul Terminal T2, che ricordo sarebbe già da demolire perchè realizzato senza la V.I.A. e oggi, leggendo l'Arena scopro che lo devono demolire perchè non sarebbe a norma.
Poi se da qualche parte trovo l'articolo pubblicato oggi sul Corriere di Verona vi segnalo che esiste anche questo altro articolo: "Catullo in rosso, l'ira di Bortolazzi: Vogliono rovinare l'Aeroporto, che forse non ha letto bene gli articoli fino ad oggi pubblicati che riguardavano quello che Lui come ex Presidente... aveva combinato.

Ora vi lascio e torno a scrivere l'esposto che sto finendo sull'Aeroporto di Venezia e di Treviso... che sono senza VIA come il Catullo!!! Ovviamente visti i risultati ottenuti a Sommacampagna, sto chiedendo ai Dirigenti degli Uffici Urbanistica dei Comuni di Venezia, di Treviso e di Quinto di Treviso, come mai... non si sono accorti che in quei due aeroporti ci voleva la V.I.A.

La, sulla Laguna Veneziana e nella Marca Trevigiana, ho scoperto che la situazione è più grave di qui a Verona, perchè nel 2005 quando la SAVE SpA è stata collocata in Borsa, in merito alla V.I.A. si erano limitati a scrivere questo:
- per l'Aeroporto di Venezia:
In relazione al Piano di Sviluppo Aeroportuale (PSA) 2000-2015, SAVE ha commissionato uno Studio di impatto ambientale ai fini dell’ottenimento della VIA. Lo studio è stato presentato al Ministero dell’Ambiente e il procedimento risulta ancora pendente.


- per l'aeroporto di Treviso:
Aer Tre ha presentato al Ministero dell’Ambiente uno Studio di Impatto Ambientale finalizzato all’ottenimento della VIA in relazione all’incremento fruitivo dell’aeroporto civile di Treviso, il cui procedimento risulta ancora pendente

E se nel Prospetto Informativo per i sottoscrittori delle Azioni SAVE  hanno scritto questo sopra riportato (a pagina 128), ricordiamo che qualche pagina prima  (pagina 125) avevano prima scritto questo:
Il Gruppo SAVE, al pari degli altri soggetti che operano nel settore aeroportuale, è soggetto alla normativa in materia di protezione ambientale. In particolare, il Gruppo è tenuto al rispetto della normativa in materia di rumore, emissioni in atmosfera; scarichi idrici, smaltimento dei rifiuti, e Valutazione di impatto ambientale (VIA).

Peccato che poi si sono dimenticati di scrivere e di sottolienare ai sottoscrittori delle azioni SAVE SpA una frase tipo questa... "tutto questi investimenti (per circa 145 milioni) che vi stiamo dichiarando che faremmo sugli Aeroporti di Treviso e di Venezia,  vi ricordiamo, vi evidenziamo e vi sottolineiamo che potranno essere realizzati solo se prima potremmo ottenere una VIA positiva, senza VIA quello che vi diciamo che faremmo, attenti che non verrà fatto".

In realtà, Venezia e a Treviso, le opere le hanno fatte, i soldi li hanno spesi, ma quei due "procedimenti ancora pendenti" non hanno mai prodotto nessun decreto di Compatibilità Ambientale e nelle "more dei due procedimenti VIA avviati, lo stesso hanno realizzato le opere che erano state elencate nei procedimenti VIA avviati come annunciate nel Prospetto per la collocazione in Borsa".
Per farla semplice... hanno chiesto la VIA per essere autorizzati a realizzare le opere, ma in attesa di avere una VIA positiva, le opere le hanno realizzate lo stesso... 

Forse  avranno pensato questo: "tanto chi vuoi che venga a controllare... i Comuni, la Provincia e la Regione Veneto... che sono soci di SAVE SpA".

Ho la vaga impressione che a Venezia-Treviso sto segnalando una situazione che sicuramente è peggio di Verona e ovviamente non devo ricordare che l'attuale Direttore Generale della Catullo SpA conosce bene la situazione della SAVE... visto che proviene da quella Società Aeroportuale di cui era uno dei Dirigente, tra l'altro proprio durante il collocamento in Borsa delle Azioni della SAVE SpA.

Avete capito perchè oggi non ho tempo di scrivere qui?
Ho dell'altro da fare.

Dimostrare come ENAC gestisce la V.I.A. anche su altri aeroporti.

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