Mi sembra che da un pò di tempo tutti si stanno occupando della V.I.A. Quand'è che cominciano a preoccuparsi della V.A.S. che è il vero problema?

Dovrei cominciare questo messaggio di oggi... scrivendo: - Ve l'avevo detto che quando si costruisce qualcosa i collegamenti stradali di servizio vanno sottoposti a V.I.A. -invece comincio da un'articolo dell'Arena di oggi con questo titolo: «Trema» il Centro alimentare. Due delibere a rischio nullità e con questi sottotitoli: "La Provincia contesta le strade che porteranno all’insediamento. Il settore Pianificazione contro la decisione del Comune sui parametri per l’impatto ambientale".
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E di questo primo articolo vi trascrivo solo questi brani.
Secondo la responsabile del settore Pianificazione, i provvedimenti comunali non rispettano quanto contenuto nel parere di compatibilità ambientale, votato dal Consiglio provinciale il 28 maggio del 2009. Tale delibera riguardava le strade che collegheranno tre opere del comparto, il Centro Agroalimentare, il Motor City e il District Park, alla grande viabilità. Pellegrini ha evidenziato la clausola, aggiunta dal Comune senza il parere provinciale, che impegna i privati «nel caso di ritardi o modifiche dello scenario urbanistico previsto dal Consiglio provinciale, a garantire la viabilità minima per il centro abitato di Trevenzuolo, con la realizzazione della circonvallazione a sud del capoluogo».
«Non si è tenuto conto della Valutazione di impatto ambientale, approvata con la condizione che vengano realizzate le strade preordinate dal Consiglio provinciale, tra cui la bretella tra il casello di Isolalta e Trevenzuolo». Sullo svincolo autostradale ha rilevato: «Non è stato indicato il soggetto che lo realizzerà».
«L'accordo con la Provincia, la prescrizione sulla viabilità e il casello di Isolalta», ha concluso D'Arienzo, «sono le identiche condizioni per approvare qualsiasi piano sull'autodromo. In caso contrario ne chiederemo l'annullamento».

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E visto che si parla dell'Autodromo del Veneto, era il lontano, mercoledì 12 novembre 2008, quando scrivevo questo messaggio: "L'Autodromo del Veneto e l'Impatto Ambientale su Verona? Golosine? Santa Lucia? Caselle?" nel quale messaggio relativamente al Decreto V.I.A. - NEGATIVO - dell'Aeroporto di Crotone... scrivevo questo:
Tra i motivi e le considerazioni che hanno NEGATO il Decreto V.I.A., c'è scritto anche questo:
A_ Non risulta adeguato il livello di approfondimento del progetto e del S.I.A.;
B_ Che manca un Piano di Sviluppo Aerportuale da giustificare il potenziamento;
C_ Che il potenziamento della S.S. n° 106 a servizio dell'Aeroporto, è solo previsto, non è stato completato l'iter progettuale e quindi "si ritiene che la progettualità integrata fra le due infrastrutture (Aeroporto e S.S. 106) sia condizione necessaria per la compatibilità del progetto con il territorio limitrofo";
D_ Le previsioni di traffico nello scenario futuro non sono basate su un vero e proprio studio trasportistico che analizzi il ruolo che l'Aeroporto può assumere nell'area vasta;
E_ Il progetto non considera le modalità di collegamento e tra aeroporto e i poli di origine del traffico;
F_ Nelle simulazioni è stato considerato solo il traffico connesso all'esercizio dell'Aeroporto...

E quanto sopra scritto mi sembrano delle motivazioni logiche per negare la Compatibilità Ambientale e qui sotto, nell'immagine, vi evidenzio un brano di quel Decreto V.I.A. ma con parere negativo.
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Non si può realizzare un'opera senza i collegamenti trasportistici e senza che questi siano sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale e questo è quello che scrivevo nel 2008 e che era relativo all'Autodromo per il quale, in quel messaggio, scrivevo questo:
Oggi voglio scrivere - di nuovo - dell'Autodromo... per un motivo molto semplice: "E' un progetto per il quale manca la Valutazione di Impatto Ambientale NAZIONALE", (V.I.A.) in quanto questo intervento risulta essere stato sottoposto... sollo alla V.I.A. Regionale.
Tra l'altro credo che questo progetto dovrebbe essere sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica, (V.A.S.) in quanto l'opera cosi come progettata va ad interferire su un'area "vasta"... perchè richiede interventi strutturali: sulla viabilità locale, sulle strade a 4 corsie di accesso, sul nuovo Casello sulla A22, sul collegamento ferroviaro con la Città e l'Aeroporto e con il potenziamento e aumento dei voli dell'aeroporto.
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Ma oggi non voglio entrare nei dettagli, mi limito a riportare altri articoli oggi pubblicati sull'Arena e il secondo articolo, dove anche in questo si parla della V.I.A. articolo che è il seguente: "
Dodici associazioni insieme per dire «no» ad Aquardens", con questi sottotitoli: "Dal Wwf a Legambiente, da Valpolicella2000 agli Amici della bicicletta fino a Tirtha denunciano l’impatto che il progetto avrà sul territorio e i problemi per i residenti", del quale articolo, riporto questi brani:
Dodici associazioni locali hanno fatto fronte comune per dire no ad Aquardens, il progetto termale che sfrutterà le sorgenti di acqua calda a Santa Lucia. I lavori dovrebbero iniziare il prossimo mese.
Le associazioni in sostanza dicono che «non è stato valutato il fatto che Aquardens porterà moltissimi problemi, anziché risolverli, proprio per come è stato concepito il progetto» e che «si cala senza progettualità sulla vallata, la Valpolicella, che sta andando in rovina sommersa dal traffico e dalle costruzioni per superficialità da parte delle istituzioni».
Ma il punto su cui si stanno concentrando le attenzioni e le «indagini» riguarda l’impatto ambientale non valutato: secondo le prime ricerche delle associazioni non è stata richiesta né presentata alcuna valutazione di impatto ambientale (Via) che avrebbe dovuta essere presa in considerazione.

Non dovrei scrivere in merito a questo intervento, dato che ho partecipato a concorrere a progettare i primi studi di fattibilità di Aquardens, ma la mia filosofia è sempre la stessa, se qualcuno vuole fare qualcosa lo fa lo stesso... ma almeno che mitigano e compensino i danni creati all'ambiente e alla popolazione.
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Ma un'altro articolo scrive in merito alla V.I.A ed ha questo titolo: «Niente viadotto o bloccherò tutto» con questi sottotitoli: "TANGENZIALI VENETE. L’assessore regionale all’edilizia pubblica scende in campo sui tre chilometri di tracciato tra Soave e San Bonifacio" di cui riporto queste frasi:
«La Regione deve modificare il progetto delle tangenziali nel tratto tra Soave e San Bonifacio, altrimenti faranno la stessa fine dell'Affi - Pai». È la dura presa di posizione dell'assessore regionale all'edilizia pubblica, Massimo Giorgetti, sul tratto di tre chilometri del sistema delle tangenziali venete (Sitave) tra Soave e San Bonifacio, che è stato previsto debba passare su un viadotto alto una ventina di metri.
«Questa scelta è una indecenza», non usa giri di parole per descrivere la soluzione progettuale l'assessore Giorgetti, «voglio sapere chi ha deciso di modificare in questa maniera il progetto e che procedura è stata adottata, visto che il progetto che è stato mostrato sul territorio era diverso da questo
«La prima cosa che farò ora è richiedere le carte e poi convocare i sindaci dei Comuni coinvolti e la Provincia per vedere la soluzione migliore per quel tratto. Perché, con i volumi nell'ordine dei miliardi di euro che muove questa arteria stradale, non credo che siano questi tre chilometri a incidere in maniera così pensante», chiarisce ancora.
«E comunque, se risulterà che la soluzione migliore resta quella di spostare la strada a sud di San Bonifacio, anche se farla lì costerà un po' di più, credo che anche l'impatto sul territorio debba pur contare qualcosa e i costruttori si adegueranno», sottolinea l'assessore regionale, «è chiaro che qualcuno ha cercato di far passare la cosa più sotto silenzio possibile, perché nessuno se ne accorgesse».
«Non potevamo certo noi in Giunta regionale analizzare tutti gli elaborati grafici già passati dalla commissione regionale al momento di votare, anche perché non abbiamo le competenze tecniche per valutare i progetti, sono i funzionari che hanno questo compito».
Infine un’ulteriore stoccata: «Adesso qualcuno mi dovrà spiegare chi ha trasmesso questo progetto al Ministero delle Infrastrutture a Roma, senza l'accordo con gli enti locali. Comunque non è ancora stato deciso nulla: ci sarà la Dia e poi la fase di affidamento con il bando di gara».

E qui vorrei ricordare che se la hanno dei problemi... estetici e paesaggistici, noi qui a Caselle, abbiamo problemi di salute per l'insieme della sommatoria di tutti gli inquinamanti che abbiamo. E se la regione avesse da modificare quel tracciato, perchè l'Assessore Giorgietti non interviene a modificare anche il nostro di tracciato, quello della SI-TA-VE che interessa Caselle?
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Per farvi il quadro completo, un altro articolo sempre sull'area che ha questo titolo: "
Marangona, si sblocca l’uso delle aree", con questo sottotitolo: URBANISTICA. Il Consorzio Zai costruirà nei primi 300mila metri quadrati. Giacino: «Una risposta per lo sviluppo» e di cui ricopio questi brani:
Il Consorzio Zai sblocca i primi 300mila metri quadrati della Marangona, che verranno urbanizzati per sviluppare attività industriali nel settore dell’innovazione tecnologica. La quota di area è un quinto del milione e mezzo di metri quadrati di terreno agricolo sinora vincolati allo sviluppo del Consorzio Zai ma mai utilizzati
Il Comune, in sostanza, si sarebbe impegnato ad accelerare, approvandolo in Consiglio comunale, sul Piano urbanistico attuativo del Quadrante Europa nord, a condizione che la Zai, con quanto incamererà dagli investimenti, fosse disposta a risolvere il caso Marangona. Il Consorzio ha accettato, dando via libera alle strategie che porteranno ad attuare il Piano del Quadrante Europa nord e della Bassona, e alle linee guida per lo sviluppo di Quadrante Europa sud e Marangona.
Il presidente del Consorzio Zai Zuliani parla di «giornata storica», alludendo al 18 maggio, ieri: «Finalmente Comune e Zai hanno condiviso e messo in linea i tempi e le strategie per lo sviluppo della logistica e dell’intermodalità», dice, «e così il comitato della Marangona ora ha più certezze. Partiremo costruendo su 300mila metri quadrati. Speriamo poi che il mercato regga e che porti sviluppo per procedere nel restante milione e 200mila metri quadrati. Ringrazio, quindi, il Comune e l’assessore Giacino».

Ovviamente che il Quadrante Europa, sia senza V.I.A. e senza V.A.S. ... nell'articolo dell'Arena non ne parlano e già scrivono che partiranno i lavori prima su 300.000 mq e poi sul restante 1,2 milioni di mteri quadrati. Noccioline direi!!!
Sono quattro articoli che hanno un denominatore comune, che è la V.I.A. la Valutazione di Impatto Ambientale... che dovrebbe essere utilizzata quando si è in fase progettuale. Il problema grave di tutti questi aspetti è che manca la V.A.S. la Valutazione Ambientale Strategica alla quale dovrebbero essere sottoposti i piani e i programmi... e se la VAS è positiva, solo dopo si fa la VIA sui singoli progetti.
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Ma torniamo al primo articolo, ricordandovi quello che scrivevo, venerdì 10 luglio 2009 in questo messaggio: "
Autodromo e Inquinamento Aereo. Chiedo un dibattito in Consiglio e UN milione di alberi a Caselle" che poi cosi cominciava:
Era il 4 Giugno 2008 quando scrivevo questo messaggio: Osservazioni alla V.I.A. dell'Autodromo del Veneto al quale allegavo un documento inviato ai Sindaci di Trevenzuolo, Villafranca e Sommacampagna avente questo oggetto: "Autodromo del Veneto – Trevenzuolo – VR - Osservazione alla Valutazione di Impatto Ambientale"... un nuovo insediamento che si trova tra i 12 e i 20 km da Caselle.
In quel messaggio cominciavo cosi: Trevenzuolo è un Comune, a circa 20 km da Caselle e tutti Voi, vi chiederete... che c'azzecca l'Autodromo con Caselle? C'azzecca... C'azzecca...
C'azzecca perchè nello S.I.A. lo Studio di Impatto Ambientale c'è scritto: "In relazione all’origine degli spostamenti, si ipotizza che 1/3 della domanda su ferro arrivi via Aeroporto e che 2/3 provenga da Verona Porta Nuova".
A dir la verità in quel messaggio sostenevo che l'Autodromo: dovrebbe essere sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica, (V.A.S.) in quanto l'opera cosi come progettata va ad interferire su un'area "vasta"... perchè richiede interventi strutturali: sulla viabilità locale, sulle strade a 4 corsie di accesso, sul nuovo Casello sulla A22, sul collegamento ferroviaro con la Città e l'Aeroporto e con il potenziamento e aumento dei voli dell'aeroporto.

Premesso questo e ricordando che... di solito... prima si approvano i Piani e i programmi (con la VAS) e poi si approvano i progetti (con la VIA) ripropongo la domanda: Mi sembra che da un pò di tempo tutti si stanno occupando della V.I.A. Quand'è che cominciano a preoccuparsi della V.A.S. che è il vero problema?.

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